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Il FIAT C.R 42. Falco


CR.42 della 366^Sq. in volo sulle Alpi nei primi gg di guerra con la Francia1940. Foto Archivio F. Anselmino

Il C.R. 42 è stato un importate prodotto dell'industria aeronautica italiana, largamente utilizzato nel corso del Secondo Conflitto Mondiale, sia dalla regia Aeronautica sia da altre Aeronautiche straniere ed ha costituito l’apice dell’evoluzione del concetto di biplano in campo aeronautico.

Il progetto, firmato dall’Ing. Celestino Rosatelli, viene sviluppato alla fine degli anni ’30 come evoluzione del CR 32 Freccia e corrispondeva perfettamente al concetto operativo di aereo da caccia che ancora risultava predominante nella Regia Aeronautica al tempo: un biplano, monomotore con motore radiale, con spiccate doti di maneggevolezza adatte al combattimento manovrato (il volo acrobatico è una caratteristica fondamentale nella preparazione del pilota italiano del tempo), con armamento in caccia, a carrello fisso e di struttura composita (legno, alluminio e tela).

Il risultato di questo progetto sarà il CR 42 un sesquiplano dalle caratteristiche eccellenti (per la sua formula operativa), ultimo esemplare di una generazione di aerei biplani (Gloster Gladiator, Polikarpov I-15, Henschel 123) che ancora impiegati nelle fasi iniziali del secondo conflitto mondiale in virtù delle loro buone caratteristiche complessive, saranno surclassati dai velivoli di concezione moderna (monoplani ad ala bassa, con struttura in alluminio, carrello retrattile, motore in linea, e potentemente armati).

Nonostante la formula ormai superata il CR 42 ha conseguito due primati: quello di essere l’aereo italiano prodotto in maggior numero di esemplari e quello di essere stato l’ultimo biplano ad abbattere un aereo nemico in combattimento manovrato (1945).

Aereo robusto ed estremamente maneggevole il CR 42 era un biplano sesquiplano con struttura in lega leggera ricoperta in lega di alluminio e tela, con motore radiale (FIAT A.74 RC 38 versione di produzione nazionale del Pratt & Whitney R- 1830 SC/4 Twin Wasp), carrello a triciclo posteriore fisso, abitacolo aperto, armato di due mitragliatrici in caccia sistemate sopra la cofanatura del motore.

Mezzo molto apprezzato dai piloti, anche se di concezione operativa superata, svolse con apprezzabile successo le funzioni di caccia durante le fasi iniziali del conflitto per poi essere impiegato come aereo da attacco al suolo e caccia notturno (anche con insegne tedesche) nel prosieguo della guerra. Notevole il successo commerciale all’estero (Belgio, Ungheria, Svezia e Finlandia) a conferma della bontà del progetto in se.


Se la sua formula operativa era decisamente superata (un 50% di responsabilità tra comparto industriale pigro verso l’adozione di soluzioni meno convenzionali e la mancanza di visione nello sviluppo delle dottrine di impiego e quindi di specifiche tecniche adeguate da parte degli Stati Maggiori – nil sub sole novum!!!!!) occorre sottolineare, comunque, che il CR 42 si è dimostrato un aereo dal discreto successo che, nelle mani dei nostri piloti, ha contribuito a mettere in evidenza quelle capacità e quelle caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il personale delle nostre Forze Armate in ogni situazione.

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